Imprese in difficoltà in Francia

Procedura di allerta

Aggiornato il 24/02/2026

Il codice di commercio francese prevede una serie di meccanismi di allerta interni ed esterni volti a richiamare l’attenzione degli amministratori delle società sugli eventuali sviluppi preoccupanti della loro situazione finanziaria e sulla necessità di adottare misure per correggerli.

I meccanismi di allerta interni integrano l’obbligo per le aziende di una certa dimensione di redigere documenti di gestione previsionali.

Di seguito, viene presentato uno dei meccanismi di allerta esterni, ossia la procedura di allerta affidata dalla legge al revisore legale dei conti (in francese commissaire aux comptes) nelle società di tipo SAS.

Circostanze in cui deve essere avviata la procedura di allerta

Il revisore legale dei conti è tenuto a richiamare l’attenzione degli amministratori della società su qualsiasi fatto suscettibile di mettere a rischio la continuità aziendale che individua nel corso del suo lavoro o scopre esaminando i documenti che gli sono stati forniti.

Quello di continuità aziendale è un concetto che si concentra sulla situazione finanziaria della società e su fatti di natura oggettiva che possono verificarsi in un futuro prevedibile (in generale, più o meno un anno).

I criteri sfavorevoli al mantenimento della continuità aziendale possono essere rivelati da:

  • i conti annuali dell’esercizio e degli esercizi precedenti che mostrano una situazione difficile o compromessa;
  • gli eventi successivi alla data di chiusura o approvazione dei conti annuali;
  • i dati previsionali per la società e il suo settore di attività.

Gli eventi più significativi che possono compromettere la capacità della società di continuare a svolgere le sue attività includono, ad esempio:

  • gli eventi relativi alla situazione finanziaria (patrimonio netto negativo, deterioramento significativo del capitale circolante);
  • gli eventi relativi all’attività stessa (sottoattività significativa e continua, oneri finanziari notevoli) o
  • altri eventi correlati all’ambiente economico e sociale della società o a situazioni di natura più ampia che potrebbero avere un impatto a lungo termine (distruzione di impianti di produzione, conflitti sociali gravi e ripetuti, procedimenti giudiziari, ecc.).

Una volta identificati e misurati questi fattori, il revisore legale dei conti controlla che non vi siano altri fattori che possano mitigare, annullare o semplicemente rinviare il loro impatto, consentendo una maggiore certezza sulla continuità della società.

Quando la società controllata registra una perdita sostanziale, anche se le perdite vengono trasferite alla società capogruppo, il revisore legale dei conti deve attivare la procedura di allerta precoce se ritiene che la continuazione dell’attività della società sia in pericolo.

Tuttavia, il sostegno della società capogruppo alla sua controllata è un fattore positivo da tenere in considerazione.

Momento in cui avviare la procedura di allerta

Il revisore legale dei conti può avviare la procedura di allerta in qualsiasi momento, ossia all’occasione dell’approvazione dei conti annuali o durante il suo esercizio se viene a conoscenza di fatti di natura tale da mettere a rischio la continuità aziendale.

Prima di avviare la procedura di allerta, il revisore legale dei conti deve avere un incontro con gli amministratori per ottenere più informazioni possibili sui fatti emersi, per evitare di avviare una procedura di allerta inappropriata e per informare gli amministratori sulle varie fasi della procedura prevista dalla Legge.

Due fasi della procedura di allerta nelle società di tipo SAS

Le fasi della procedura di allerta sono leggermente diverse in funzione del tipo di società.

Nelle società di tipo société par actions simplifiée (SAS), la procedura di allerta comprende due fasi.

In un primo tempo, il revisore dei conti deve chiedere al presidente della società delle spiegazioni sui fatti in questione.

Il presidente deve rispondere entro quindici giorni. Una copia della domanda e della risposta devono essere inviate con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al comitato aziendale e, se esiste, al consiglio di direzione o di sorveglianza.

In questa risposta, il presidente deve fornire un’analisi della situazione e specificare le eventuali misure contemplate per risolvere i problemi riscontrati.

Il revisore legale dei conti deve informare il presidente del tribunale di commercio della risposta del presidente non appena la riceve, oppure dell’assenza di risposta al termine di un periodo di quindici giorni.

Se il revisore dei conti è soddisfatto della risposta ricevuta, non prosegue con la procedura, che non passa alla seconda fase descritta di seguito.

In un secondo tempo, se il presidente non ha risposto alle domande del revisore dei conti o se, nonostante le decisioni prese, la continuità aziendale rimane compromessa, il revisore legale dei conti redige una relazione speciale e invita il presidente della società, per iscritto e con una copia inviata al presidente del tribunale di commercio, a sottoporre i fatti a un’assemblea generale.

Se, al termine dell’assemblea generale, il revisore dei conti ritiene che le decisioni prese non permettono di assicurare la continuità della società, informa il presidente del tribunale di commercio delle sue azioni e gli comunica i risultati ottenuti.

Esito della procedura di allerta

Anche se la continuità aziendale sembra effettivamente essere a rischio, il presidente del tribunale non può obbligare il presidente e/o gli altri amministratori della società ad adottare misure per porre fine alle difficoltà della società, né imporre la nomina di un rappresentante ad hoc o l’apertura di una procedura di conciliazione.

Inoltre, il tribunale non può decidere d’ufficio di aprire una procedura concorsuale.

Tuttavia, se il presidente del tribunale è a conoscenza di prove che dimostrano che la società soddisfa le condizioni per tale procedura, ne informa il pubblico ministero che ha il potere di richiederne l’apertura.

Responsabilità del presidente e/o degli amministratori

L’articolo L.631-4 del codice di commercio francese stabilisce che il debitore deve richiedere l’apertura di una procedura di redressement giudiziario (tipo di procedura concorsuale) entro quarantacinque giorni dallo stato d’insolvenza (in francese cessation des paiements), se non ha richiesto, entro tale periodo, l’apertura di una procedura di conciliazione.

In caso di mancata dichiarazione di insolvenza, il presidente e/o gli altri amministratori della società debitrice possono essere sanzionati mediante un’azione in responsabilità (articolo L.651-2 del codice di commercio francese) e/o tramite un interdizione di gestione (articolo L.651-8 del codice di commercio francese).